Un espositore non è solo un supporto e, in effetti, può aumentare il fascino del prodotto, solleticare la fantasia del cliente, permettere di toccare con mano e scegliere fra un ricco assortimento, raccontare del brand ed è personalizzabile in base alle esigenze grazie all’ampia gamma di materiali, forme e colori che si possono usare. Tantissime sono le opzioni, ma, tra espositori durevoli ed espositori in cartotecnica, qual è quello più adatto?

Se ponessimo la domanda direttamente agli espositori, il durevole ci racconterebbe di essere più solido e resistente nel tempo, mentre il non durevole parlerebbe di maggior versatilità, ma di durata relativa. Continuando con questo gioco potremmo scoprire che il primo non pone limiti alla fantasia quando si tratta di materiali per produrlo; il secondo si vanterebbe di essere un’opera di cartotecnica capace di sposarsi, all’occorrenza, con altri materiali. Entrambi dichiarerebbero di essere il “più comunicativo e personalizzabile, frutto d’innovazione, tecnologia e ricerca, studiato per essere trasportato e montato con facilità”. E cosa ci direbbero sui costi? “Beh, io sono fatto di materiali preziosi perciò ho un costo equo” potrebbe essere la risposta dell’espositore durevole; “Sono semplice ed economico” ribadirebbe l’espositore in cartotecnica.

Ne uscirebbe una bella sfida tra le due tipologie!

Scherzi a parte, abbiamo cercato di raccontare da un diverso punto di vista il vasto modo degli espositori, che siano durevoli o in cartotecnica. Quello che emerge da questa intervista impossibile è che c’è tanto spazio per produrre espositori belli e funzionali, sia da terra che da banco, quando, come qui in Extreme, si hanno passione per la ricerca e know-how produttivo. E tanta esperienza da spaziare tra materiali come PVC, alluminio, plexiglas, cartone e legno per trasformare un semplice supporto in un espositore di successo.

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